301 – 301 – Indipendenza della Repubblica di San Marino
568 - Alboino re dei Longobardi conquista Milano dando origine al regno dei longobardi in Italia
590 – Elezione di papa Gregorio I
1189 – Riccardo I d’Inghilterra viene incoronato a Westminster
1260 – I Mongoli vengono sconfitti dai Mamelucchi nella battaglia di Ain Jalut
1651 – Guerra civile inglese: Battaglia di Worcester – Carlo II d’Inghilterra viene sconfitto nell’ultima grande battaglia della guerra
1783 – Guerra di indipendenza americana: Il Trattato di Parigi, firmato da Stati Uniti e Regno Unito, pone fine alla guerra
1860 – Inizia la prima conferenza mondiale di chimica, il Congresso di Karlsruhe
1914 - Giacomo della Chiesa diventa Papa col nome di Benedetto XV
1943 – Seconda guerra mondiale: L’Italia continentale viene invasa dalle truppe alleate, per la prima volta nel corso della guerra. Il generale Giuseppe Castellano plenipotenziario del governo guidato dal maresciallo d’Italia Pietro Badoglio firma a Cassibile l’armistizio corto; verrà reso noto l’8 settembre con il famoso proclama alla radio
1969 – in Inghilterra il Daily Mirror utilizza per la prima volta l’espressione skinhead, per definire il movimento dei giovani con i capelli corti evolutosi dai mods
1976 – Programma Viking: La sonda Viking 2 atterra a Utopia Planitia, su Marte e scatta le prime foto ravvicinate a colori della superficie del pianeta
1982 – Muore a Palermo a seguito di un agguato mafioso il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa
2004 – La strage di Beslan si conclude con la morte di circa 344 persone, principalmente bambini
Cristianesimo:
Papa Gregorio I
Papa Gregorio I, detto Papa Gregorio Magno ovvero il Grande (Roma, 540 circa – Roma, 12 marzo 604), fu il 64º papa della Chiesa cattolica, dal 3 settembre 590 fino alla sua morte. La Chiesa cattolica lo venera come santo e dottore della Chiesa.
Biografia
Gregorio Magno nacque verso il 540 da una famiglia aristocratica forse imparentata con quella senatoria degli Anici. Alcuni genealogisti collocano fra gli antenati di Gregorio i papi Felice II ed Agapito I. Gregorio era figlio di Gordiano e di Silvia. Ai 25 anni di età venne nominato prefetto di Roma.[1]
Monaco e delegato apostolico
Grande ammiratore di Benedetto da Norcia (anch’egli discendente della gens Anicia), decise di trasformare i suoi possedimenti a Roma (sul Celio) e in Sicilia in altrettanti monasteri e di farsi monaco, quindi si dedicò con assiduità alla contemplazione dei misteri di Dio nella lettura della Bibbia.
Non poté dimorare a lungo nel suo convento del Celio poiché il papa Pelagio II lo inviò verso il 579 come apocrisario, presso la corte di Costantinopoli, dove restò per sei anni, e si guadagnò la stima dell’imperatore Maurizio I, di cui tenne a battesimo il figlio Teodosio.
Il pontificato
Al proprio rientro a Roma, nel 586, tornò nel monastero sul Celio, vi rimase però per pochissimo tempo, perché il 3 settembre 590 fu chiamato al soglio pontificio dall’entusiasmo dei credenti e dalle insistenze del clero e del senato di Roma, dopo la morte di Pelagio II di cui era stato segretario.
(Gregorio con Giovanni Battista, san Benedetto da Norcia e san Girolamo. Pittura su tela di Andrea Mantegna (1497))
In quel tempo Roma era afflitta da una terribile pestilenza. Per implorare l’aiuto divino, Gregorio fece andare il popolo in processione per tre giorni consecutivi alla basilica di Santa Maria Maggiore, cosa che, ovviamente, aumentò i contagi. Cessata l’epidemia, più tardi una leggenda disse che, durante la processione, era apparso sulla mole Adriana l’arcangelo Michele che rimetteva la spada nel suo fodero come per annunziare che le preghiere dei fedeli erano state esaudite. Da allora la tomba di Adriano mutò il nome in quello di Castel Sant’Angelo e una statua dell’angelo vi fu posta sulla cima.[2]
Come papa si dimostrò uomo di azione, pratico e intraprendente (chiamato “l’ultimo dei Romani”), nonostante fosse fisicamente abbastanza esile e cagionevole di salute. Fu amministratore energico, sia nelle questioni sociali e politiche per supportare i bisognosi di aiuto e protezione, sia nelle questioni interne della Chiesa.
Trattò con molti paesi europei; con il re visigoto Recaredo di Spagna, convertitosi al Cattolicesimo, Gregorio fu in continui rapporti e fu in eccellente relazione con i re franchi. Con l’aiuto di questi e della regina Brunechilde riuscì a tradurre in realtà quello ch’era stato il suo sogno più bello: la conversione della Britannia, che affidò ad Agostino di Canterbury, priore del convento di Sant’Andrea.
A questo proposito si racconta che un giorno, scendendo dal suo convento sul Celio e vedendo al mercato alcuni giovani schiavi britannici esposti per la vendita, bellissimi di aspetto e pagani, esclamasse rammaricato:
| « Non Angli, ma Angeli dovrebbero esser chiamati… » | |
In meno di due anni diecimila Angli, compreso il re del Kent, Edelberto, si convertirono. Era questo un grande successo di Gregorio, il primo della sua politica che mirava ad eliminare gli avversari della Chiesa e ad accrescere l’autorità del papato con la conversione dei “barbari”.
Si trovò a dover provvedere, a fronte di un’inefficiente esercito imperiale, alla difesa di Roma, assediata nel 593 da Agilulfo, re dei Longobardi, coi quali poi riuscì a stabilire rapporti di buon vicinato e avviò la loro conversione dall’eresia ariana al cattolicesimo grazie anche all’influente sostegno della regina Teodolinda.
Nei territori che cadevano sotto la propria responsabilità amministrativa in Italia, nel cosiddetto Patrimonio di San Pietro, seppe far fronte, aiutato da una rete di funzionari, ad una serie di problemi, resi più gravi dalle continue alluvioni, carestie e pestilenze; ebbe cura degli acquedotti e favorì l’insediamento dei coloni eliminando ogni residuo di servitù della gleba. Riuscì ad intrattenere rapporti epistolari anche con il re della Barbagia, Ospitone, e cercò di dissuadere la popolazione dall’idolatria e dal paganesimo, convertendo Ospitone stesso al Cristianesimo.
Riorganizzò a fondo la liturgia romana, ordinando le fonti liturgiche anteriori e componendo nuovi testi, e promosse quel canto tipicamente liturgico che dal suo nome si chiama gregoriano. L’epistolario (ci sono pervenute 848 lettere) e le omelie al popolo ci documentano ampiamente sulla sua molteplice attività e dimostrano la sua grande familiarità con la Sacra Scrittura.
(Tomba di Gregorio, nella basilica di San Pietro in Vaticano)
Si può dire che sia stato il primo papa che abbia utilizzato anche il potere temporale della Chiesa senza, comunque, dimenticare l’aspetto spirituale del proprio compito.
Il canto Gregoriano
Il canto gregoriano è il canto rituale in lingua latina adottato dalla Chiesa cattolica e prende il nome da Gregorio I. Mentre non si sa se abbia scritto egli stesso dei canti (i manoscritti più antichi contenenti i canti del repertorio gregoriano risalgono al IX secolo), la sua influenza sulla Chiesa fece sì che questi prendessero il suo nome.
A tal proposito si cita la famosa leggenda di San Gregorio Magno, tramandata da un intellettuale longobardo della corte di Carlo Magno (Paul Warnefried, detto Paolo Diacono) e da un gruppo di illustrazioni di vari manoscritti che vanno dal IX al XIII secolo: Gregorio avrebbe dettato i suoi canti ad un monaco, alternando tale dettatura a lunghe pause; il monaco, incuriosito, avrebbe scostato un lembo del paravento di stoffa che lo separava dal pontefice, per vedere cosa egli facesse durante i lunghi silenzi, assistendo così al miracolo: una colomba (che rappresenta naturalmente lo Spirito Santo), posata su una spalla del papa, gli stava a sua volta dettando i canti all’orecchio.
Attila della letteratura
Secondo alcuni storici della letteratura, Papa Gregorio, oltre che “Magno”, venne soprannominato dai suoi contemporanei “Attila della letteratura” per la sua opera metodica di annientamento dell’antico sapere, che sarebbe culminata con l’aver dato alle fiamme la Biblioteca Palatina. Papa Gregorio avrebbe messo particolare attenzione anche nel distruggere i monumenti e le statue dell’antica Roma, tanto che il successore al soglio pontifico, Papa Sabiniano, sarebbe stato a lungo tentato di distruggere le opere create da Gregorio, in una sorta di damnatio memoriae contro l’enorme scempio da questi perpetrato.[3]
Altri storici hanno invece ritenuto queste ipotesi prive di consistenza.[4][5]
La leggenda dell’incesto
Una leggenda apocrifa sulle sue origini vuole che i suoi genitori biologici fossero due gemelli di nobile nascita, che avrebbero commesso incesto su istigazione del diavolo. Ancora neonato, sarebbe stato affidato al mare dalla madre, che lo aveva posto all’interno di una cesta nella quale sarebbe stato trovato e poi allevato da un pescatore. All’età di sei anni sarebbe entrato in un convento, successivamente lasciato per inseguire una carriera da cavaliere. Viaggiando fino alla sua terra di origine, vi avrebbe sposato la regina del luogo, che era, a sua insaputa, sua madre. Dopo aver scoperto questo doppio incesto, avrebbe speso diciassette anni nel pentimento prima di essere, infine, eletto papa.
Questo mito ha ispirato il romanzo Der Erwählte (“L’eletto”) di Thomas Mann.
Opere di Gregorio
- Sermoni (40 sui Vangeli sono riconosciuti come autentici, 22 su Ezechiele, 2 sul Cantico dei cantici)
- Dialoghi – in 4 libri: il primo e il terzo su santi italiani a lui coevi, il secondo monografico su san Benedetto da Norcia e il quarto riguarda in particolare il destino dell’anima dopo la morte e narra di alcune profezie.
- Moralia in Iob – esegesi del libro veterotestamentario di Giobbe
- Regula Pastoralis – manuale per la vita e l’opera dei vescovi e in generali di coloro che ricoprono il ministero pastorale
- Commento al primo Libro dei Re
- Circa 850 lettere sono sopravvissute dal suo Registro papale delle lettere (Registrum Gregorii). Questa collezione serve come inestimabile fonte primaria su quegli anni.
- Dag Norberg, S. Gregorii Magni registrum epistularum libri I-VII, Corpus Christianorum Series Latina 140, Brepols, Turnhout, 1982
- Dag Norberg, S. Gregorii Magni registrum epistularum libri VII-XIV, Corpus Christianorum Series Latina 140A, Brepols, Turnhout, 1982
Culto
La Memoria liturgica di San Gregorio Magno cade il 3 settembre.
Note
- ^ Cf. Bernardino Llorca, Historia de la Iglesia católica. Ed ad Antigua, BAC, Madrid 2001, p. 623.
- ^ Indro Montanelli e Roberto Gervaso L’Italia dei secoli bui, p. 235, Rizzoli 1965
- ^ Luigi Bossi, Della istoria d’Italia antica e moderna Libro III, Cap. XXVIII, Vol. XII, pagg. 730-735, Giegler-Bianchi & C., Milano, 1820
- ^ Girolamo Tiraboschi, Storia della letteratura italiana Volume 1, pag. 431, Milano, 1833.
- ^ Carlo Annoni, Osservazioni critiche sulla Storia d’Italia del cavaliere Luigi Bossi, pag. 22-26, Ostinelli, 1829
31 a.c. – Guerra civile romana: Battaglia di Azio – Al largo della costa occidentale greca, la flotta di Ottaviano sconfigge quella di Marco Antonio e Cleopatra
1666 - Grande incendio di Londra: Un grosso incendio scoppia a Londra, nella casa del panettiere di Carlo II d’Inghilterra, a Pudding Lane nei pressi del London Bridge. L’incendio divampa per tre giorni distruggendo 10.000 edifici tra cui la Cattedrale di St. Paul, ma risulta che solo 16 persone vi abbiano perso la vita
1752 – Il Regno Unito adotta il Calendario Gregoriano, quasi due secoli dopo la maggior parte dell’Europa occidentale
1885 – A Rock Springs (Wyoming), 150 minatori bianchi attaccano i loro colleghi cinesi, uccidendone 28, ferendone 15 e costringendone diverse centinaia a lasciare la città
1943 – Salvatore Giuliano viene ufficialmente dichiarato bandito
1945 – Il Vietnam dichiara la sua indipendenza e forma la Repubblica Democratica del Vietnam (Vietnam del Nord).
1969 – Il primo bancomat degli Stati Uniti viene installato a Rockville Centre (New York)
Antico Egitto:
Osiride
Osiride (anche Usiride, Osiris od Osiri o, in egiziano antico, Asar o Ausar, una delle possibili etimologie è vegtazione) è il dio egiziano della morte e dell’oltretomba. È una delle divinità dell’Enneade ed il suo culto fu uno dei maggiori dell’Egitto, dove le sue statue decoravano moltissimi cortili dei templi. Era originario della città di Busiris e fu sepolto nella città di Abydos, centro del suo culto celebrato con riti e processioni, dove il simulacro della divinità veniva trasportato con la neshmet.
Osiride era il dio egiziano degli inferi, oltre che della fertilità.
Come dio dell’agricoltura veniva festeggiato nel mese di khoiak quando si effettuava la raccolta del grano i cui germogli simboleggiando la sua resurrezione, venivano anche usati in ambito funerario nella statuetta detta “Osiride vegetante“.
Fu proprio lui, assieme ad Iside, a civilizzare l’umanità insegnandole l’agricoltura. Il suo culto della fertilità, inizialmente diffuso nel delta, in seguito si espanse in tutto il resto del paese. Nel Duat, l’oltretomba, Osiride pesava i cuori dei morti su un piatto della bilancia, mentre sull’altro vi era una piuma. Le anime che pesavano di più a causa dei peccati venivano date in pasto ad Ammit, mentre quelle che erano abbastanza leggere venivano mandate da Aaru. Questa cerimonia era detta psicostasia.
Figlio di Nut e Geb, ebbe da sua sorella Iside il figlio Horo. Più tardi, Osiride fu messo in relazione con Seker e Ptah portando alla forma sincretistica di Ptah-Seker-Osiride; venne anche identificato con Heryshaf.
Il mito
Osiride portò la civiltà agli uomini, insegnò loro come coltivare la terra e produrre il vino e fu molto amato dal popolo. Seth, invidioso del fratello, cospirò per ucciderlo. Egli costruì in segreto una bara preziosa fatta appositamente per il fratello e poi tenne un banchetto, nel quale annunciò che ne avrebbe fatto dono a colui al quale si fosse adattata. Dopo che alcuni ebbero provato senza successo, Seth incoraggiò il fratello a provarla. Appena Osiride vi si adagiò dentro il coperchio venne chiuso e sigillato. Seth e i suoi amici gettarono la bara nel Nilo, facendo annegare Osiride. Questo atto simboleggerebbe l’annuale inondazione del Nilo.
Iside con l’aiuto della sorella Nefti riportò Osiride alla vita usando i suoi poteri magici. Prima che si potesse vendicare, Seth uccise Osiride, fece a pezzi il suo corpo e nascose le quattordici (secondo alcune fonti: tredici o quindici) parti in vari luoghi. Iside e Nefti trovarono i pezzi (eccetto i genitali, che erano stati mangiati dal pesce Ossirinco e che iside sostituisce con un fallo d’oro). Ra mandò Anubi e Thot ad imbalsamare Osiride, ma Iside lo riportò in vita. Successivamente Osiride andò negli inferi per giudicare le anime dei morti, e così venne chiamato Neb-er-tcher (“il signore del limite estremo”).
Il figlio che Osiride ebbe da Iside, Horus, quando fu abbastanza grande affrontò Seth in battaglia, per vendicare la morte del padre. Il combattimento fu lungo e cruento, Horus perse un occhio nella battaglia e Seth un testicolo.
Il conflitto fu interrotto dagli altri dei, che decisero in favore di Horus e diedero a lui la sovranità del paese. Seth fu condannato e bandito dalla regione. In altre versioni le due divinità si riconciliarono, rappresentando l’unione dell’Alto e Basso Egitto.
Per finire, si parla di una lotta che non è ancora finita e quando Horus vincerà Seth, Osiride tornerà alla terra dei vivi e governerà. Ovvero: quando il bene trionferà sul male la morte verrà sconfitta.[senza fonte]
Bibliografia
- Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle Divinità dell’Antico Egitto. Vol. 1, collana Seshat, Ananke, Torino, 2004, pp. 352. ISBN 88-7325-064-5






