Pubblico integralmente questo articolo postato il 25 agosto 2011 su: http://www.ecplanet.com/node/2652. Sei libero, ovviamente, di trarre le tue arbitrarie conclusioni, comunque, mi sembra giunto il momento di darsi una solenne svegliata! I telegiornali non fanno altro che propinarci notizie confezionate ad arte per continuare a distoglierci da quelle che sone le verità. Per non parlare dei palinsesti televisivi, e non mi riferisco al codice di pergamena, tutti o quasi tutti ci offrono programmi meramente demenziali. Ti sei mai chiesto perchè? Sono convinto che la risposta già la conosci.
Microchip RFID obbligatorio: 10 anni fa si sapeva ma nessuno ha mai fatto nulla per evitarlo. È confermato, il Progetto di Legge sulla Salute di Obama renderà obbligatorio l’impianto di un microchip RFID per tutti i cittadini americani.
L’obiettivo è di creare un registro nazionale di identificazione che permetterà di “seguire meglio i pazienti avendo a disposizione tutte le informazioni relative alla loro salute”.
Il nuovo progetto relativo alla salute (HR 3200) è stato adottato recentemente dal Congresso e alla pagina 1001, contiene l’indispensabile necessità per tutti i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario di essere identificati con un microchip sottocutaneo.
In un documento ufficiale, vi è la prova che questi dispositivi fossero già previsti nel 2004. Questo documento della FDA (Food and Drug Administration), datato 10 Dicembre 2004 è intitolato Class II Special Guidance Document : Implantable Radiofrequency Transponder System for Patient identification and Health information ( Documento di orientamento speciale di classe II : Sistema di transponder impiantabile a Radiofrequenze per l’identificazione dei Pazienti e le informazioni relative alla salute).
L’impianto di un microchip per i pazienti che contenga le informazioni sulla loro salute era quindi già allo studio nel 2004. Nel Progetto di Legge intitolato America’s Affordable Health Choices Act of 2009 (Legge del 2009 sulle scelte di salute finanziariamente abbordabili dell’America), si può leggere nel paragrafo Subtitle C – National Medical Device Registre (Sottotitolo C – Registro nazionale dei Dispositivi Médici), che è prevista una scheda per ogni persona che ha o sarà munita di un dispositivo sottocutaneo: Il “Secretary” stabilirà un “registro nazionale dei dispositivi medici” (in quel paragrafo sono chiamati “registro”) per facilitare l’analisi della loro sicurezza dopo la commercializzazione, con i dati di ogni dispositivo che è o è stato utilizzato su un paziente…”
Quindi tutte le persone che avranno ricevuto il microchip saranno schedati in un nuovo registro che ancora non esiste.
Con il pretesto di assicurare meglio l’assistenza sanitaria e preservare la salute dei cittadini, tutta la popolazione sarà marchiata con un microchip elettronico e schedata. L’inizio della marcatura obbligatoria per tutti è previsto a partire dal 2013.
Alla pagina 1006 del progetto, è fatta una precisazione sulla data di entrata in vigore del dispositivo: “ENTRATA IN VIGORE. Il Ministro della Salute e dei Servizi Sociali, metterà in opera il registro in virtù dell’articolo 519 (g) della Legge Federale sul cibo, i farmaci e i prodotti cosmetici come da aggiunta nel paragrafo, non più tardi di 36 mesi dalla promulgazione della presente Legge, senza preoccuparsi se le regolamentazioni definitive per stabilire e utilizzare il Registro siano state promulgate o meno in quella data”.
Quindi 36 mesi a partire dalla data di entrata in vigore della Legge! Questo ci dà 3 anni. Il 2013 è l’anno in cui la marcatura obbligatoria dovrebbe incominciare. Da notare che entrerà in vigore anche se non sarà stata adottata nessuna regolamentazione sul suo utilizzo e che sia presente o meno un inquadramento ben definito sull’utilizzo del “registro”.
APPELLO DELLA REDAZIONE: cari cittadini del mondo, mi raccomando, continuate a dormire! Buon sonno a tutti!
Quest’articolo inaugura la nuova rubrica dal titolo:”E’ l’ora della Verità”. Sono consapevole del fatto, che informare, dare giusto risalto a quelle scomode notizie volutamente censurate o totalmente distorte, sia un’operazione, forse, un po temeraria. Comunque qualcuno deve incominciare a divulgare la “Verità”, sempre nell’interesse di quella parte sana della comunità, e soprattutto se sono i nostri figli i destinatari di quei giochi sporchi, con la connivenza dei non più tanto “oscuri” poteri, delle lobbies del farmaco come nel caso dell’articolo di seguito riportato. Auspico che tale iniziativa sia di tuo gradimento, se così non fosse, tu per primo sai d’appartenere a quella parte di comunità connivente, noi no. Augurandoti una serena lettura ti lascio con una citazione di Rousseau: “L’uomo è nato libero e dappertutto è in catene”.
Articolo da: http:www.disinformazione.it
6 luglio 2011
Ancora “relazioni pericolose” tra sanità e multinazionali farmaceutiche: nuovo psicofarmaco per bambini in arrivo in Italia, interrogazione urgente in Parlamento
Denuncia in occasione della consegna dei prestigiosi “Public Affaire Awards” al Senato: campagne di marketing aggressive di case farmaceutiche per gonfiare di 300.000 unità il bacino di bambini ‘iperattivi’ nel nostro paese. Poma (Giù le Mani dai Bambini, eccellenza Public Affairs Award 2011): “L’occasione è buona per smascherare chi ha come priorità non l’etica ma i business miliardari”. Muzi Falconi (esperto internazionale di PR e docente alla NY University): “Episodio increscioso che deve essere chiarito”. Nuovo psicofarmaco per bambini in Italia dalla Shire: l’On. Paola Binetti presenta un’interrogazione urgente in Parlamento al Ministro per la Salute Ferruccio Fazio sui tagli ingiustificati ai sistemi di controllo e monitoraggio. (Binetti) “Un nuovo psicofarmaco in Italia, tagliando i fondi per tutelare i bambini e con meno controlli: nell’interesse di chi sta lavorando il Ministero Salute?”
ROMA – Si è svolta oggi la cerimonia di consegna dei “Public Affairs Awards”, i premi per le relazioni pubbliche conferiti nella Sala Capitolare del Senato della Repubblica tra gli altri a Luca Poma, giornalista e portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica (www.giulemanidaibambini.org), che da anni promuove l’omonima campagna di sensibilizzazione sui rischi della somministrazione di psicofarmaci ai minori segnalata dalla PAA come “campagna nazionale d’eccellenza”. A margine della cerimonia, parlando con colleghi giornalisti presenti all’evento, Poma ha rilanciato il dibattito sul tema dell’etica nel mondo della lobby e del public affairs: “La Public Affairs Association vuole essere a mio avviso anche un luogo di riflessione e dibattito su un modello di lobby rispettosa dei requisiti etici essenziali, come raccomandato dai codici di comportamento della stessa PAA (1), della Ferpi (1) e internazionali (3): dichiarare sempre chi è il proprio mandante, avere una relazione trasparente con i mezzi d’informazione e con tutti i pubblici coinvolti dalla propria azione, presentarsi con informazioni corrette e ottenere decisioni in maniera onesta, questi sono i pilastri di una corretta azione di lobby. Purtroppo ciò non sempre accade, l’ho sperimentato personalmente, avendo recentemente ricevuto un’offerta di collaborazione da un’agenzia di RP di fama internazionale, la quale collabora con una multinazionale farmaceutica che sta introducendo uno psicofarmaco per bambini in Italia, la Guanfacina, un vecchio anti-ipertensivo che ora si vuole riciclare per la disattenzione dei bambini, una specie di molecola apolide, un brevetto da tempo in cerca di una malattia a cui essere associato. Peccato che a mia precisa domanda avessero negato di avere rapporti, ma così non pare. Immagino volessero nella migliore delle ipotesi sondare il terreno e capire quale sarebbe stato il nostro atteggiamento, e nella peggiore ipotesi ‘sterilizzare’ la nostra azione di vigilanza mettendoci a libro paga”. (4)
“Se questa è etica nelle relazioni pubbliche – conclude Poma – occorre avviare una riflessione seria in seno alla FERPI, la Federazione nazionale di categoria: una norma senza una ‘sanzione’ è una norma debole, che chiunque può infrangere impunemente. A mio avviso è ora di passare dalle parole ai fatti e capire come prendere posizione in casi come questi”. E’ intervenuto sul punto Toni Muzi Falconi, uno dei “padri” delle relazioni pubbliche in Italia e Docente alla New York University (5): “L’episodio come viene raccontato dal collega Poma è increscioso in sé, anche perché coinvolge una delle più reputate e conosciute società di relazioni pubbliche internazionali, che mi auguro voglia repentinamente e pubblicamente chiarire la sua posizione. Anche l’Assorel, Associazione delle società di relazioni pubbliche a servizio completo – di cui l’agenzia in questione fa parte – dovrebbe assumere iniziative in merito all’episodio. Sono convinto che – in attesa di una regolamentazione della nostra attività, che impatta sempre di più sull’interesse pubblico, e che invoco fin dal 1976 – la sanzione più efficace sia quella della ‘pubblicità’ da parte delle associazioni professionali degli atti contrari ai principi base della nostra professione, che prevedono innanzitutto che il professionista di relazioni pubbliche dichiari sempre quali interessi rappresenta, quale reale obiettivo si propone, e quale processo intende perseguire per raggiungerlo”.
Su questo dossier, l’On. Paola Binetti ha presentato un’Interrogazione Parlamentare (6) al Ministro della Salute Ferruccio Fazio: “Mi chiedo – ha dichiarato l’Onorevole nell’atto ispettivo – se siano vere le voci che parlano di una riduzione del budget a disposizione dell’Istituto Superiore di Sanità per gestire gli strumenti di controllo anti-abuso come il Registro ADHD, che permette di monitorare le prescrizioni di psicofarmaci ai bambini al fine di evitare utilizzi arbitrari e disinvolti di queste discusse molecole, fondi tagliati da 150.000 euro all’anno – già pochi – a miseri 30.000 euro all’anno per tutta Italia. Da un lato si assiste all’immissione in Italia di un terzo psicofarmaco per bambini iperattivi, come se non fossero sufficienti quelli già esistenti, dall’altro lato si demoliscono gli strumenti di controllo a tutela delle famiglie: a che gioco giochiamo, Onorevole Ministro? Nell’interesse di chi sta lavorando il Suo Ministero?”
FINE COMUNICATO (seguono evidenze documentali e breve allegato di approfondimento sulla cronologia dei fatti)
Link e informazioni a sostegno delle affermazioni contenute in questo comunicato stampa:
(1) si veda art. (6) “Codice di condotta degli associati alla Public Affairs Association”: http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__167.pdf
(2) si vedano gli art. (5), (6) e (16) del codice di comportamento FERPI: http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__166.pdf
(3) si vedano gli art. (1) e (2) del codice di Bruxelles per la condotta dei public affairs: http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__165.pdf
(4) vedi allegato di approfondimento a questo stesso comunicato stampa, con i nomi delle persone coinvolte e le date degli incontri
(5) è uno dei più noti consulenti di settore a livello internazionale, Past President e Fondatore della Global Alliance for Public Relations and Communication Management, Past President della Ferpi, Docente di Public Affairs e di Global Relations and Intercultural Communication alla New York University, Docente di Relazioni Pubbliche alla LUMSA di Roma ed alla Facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza”, Docenti di Public Affairs alla “School of Government” della LUISS di Roma
(6) interrogazione Parlamentare scaricabile all’indirizzo internet: http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__164.pdf
Nota: in caso di malfunzionamento dei link segnalati, o di successiva rimozione dei documenti da parte dei gestori dei siti, colleghi giornalisti possono richiedere copia in PDF della documentazione a supporto del comunicato stampa scrivendo a: portavoce@giulemanidaibambini.org o contattando i numeri 337/415305 o 338/7478239
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Allegato di approfondimento:
Ketchum RP, Shire e il business degli psicofarmaci per bambini
(cronologia e dettagli degli avvenimenti, con prove documentali)
A margine della premiazione dei “Public Affairs Awards”, Poma – rispondendo alla domanda di un collega giornalista – ha illustrato nei dettagli la cronologia dei fatti accaduti riguardo al dossier Ketchum/Shire: “L’iperattività di Shire sul fronte delle prescrizioni di psicofarmaci ai bambini non era passata inosservata (7) e potremmo discutere a lungo sulla correttezza di un’azione di marketing volta ad incrementare artificiosamente le diagnosi, specie per una patologia su cui non ci sono assolutamente le certezze (8) che spacciano le farmaceutiche interessate al proprio business a spese della salute dei bambini, ma non è questo l’unico aspetto della vicenda. Recentemente – come ho detto – sono stato contattato dall’amministratore delegato della sede italiana di una nota agenzia internazionale di Relazioni Pubbliche (9), che mi ha prospettato una possibilità di collaborazione, strutturata nel tempo, una vera e propria partnership – da definirsi – sul tema della responsabilità sociale d’impresa. Ho ringraziato per l’interessante proposta, ma ho fin da subito chiarito che per coerenza non avrei potuto accettare l’incarico in caso di loro connessioni professionali con produttori di psicofarmaci per bambini, dal momento che la nostra azione di vigilanza in quel settore ci suggerisce la massima prudenza nel porci in relazione con aziende che perseguono quel business. Mi venne garantito che non esisteva alcuna connessione con quel tipo di produzioni, e che quelle che esistevano in passato erano state interrotte ‘a seguito di un percorso di riflessione etica interna all’agenzia sul tema del diritto alla salute dei bambini’ (10). Poche settimane dopo, abbiamo preso posizione (11) con un nostro comunicato stampa contro l’ennesimo convegno promozionale sponsorizzato da case farmaceutiche, nel quale si auspicava un incremento di almeno 300.000 unità nel bacino di bambini ‘iperattivi’ in Italia, e ai quali somministrare anche psicofarmaci nel tentativo di sedare i loro disagi (12). Sono quindi stato contattato da uno dei chairman del congresso, un noto medico e accademico (13), che con grande disponibilità ha percorso ore di autostrada per raggiungere Milano da Pisa per incontrarmi (14). Un confronto schietto, di diverse ore, per espormi i suoi punti di vista e tentare di convincermi – lo riporto in sintesi – della necessità di ‘non negare la cura farmacologica a bambini con problemi di comportamento, anche per non pregiudicare le loro performance scolastiche e di vita’. A seguito di quell’incontro, ho fatto fare dal mio staff delle verifiche, ed è emerso che la multinazionale farmaceutica ‘Shire’ è seguita in Italia – tra le altre – dall’agenzia di PR che mi aveva contattato offrendomi l’incarico professionale (15), che la stessa Shire ha in programma di penetrare il mercato italiano con un nuovo psicofarmaco per bambini (16) al fine di soddisfare la domanda di psicofarmaci per minori, laddove Novartis e Eli Lilly non sono riuscite (17), che la sperimentazione per l’autorizzazione alla messa in commercio di questo psicofarmaco viene guarda caso svolta proprio nel centro di ricerca del medico che mi raggiunse a Milano nel tentativo di convincermi circa la bontà della soluzione farmacologica (18), e che sempre la solita agenzia di PR – come confermatoci anche da fonti giornalistiche – aveva supportato la comunicazione del convegno pro-psicofarmaci di Roma, organizzando una conferenza stampa per promuovere la necessità di aumentare significativamente le prescrizioni di molecole psicoattive ai bambini italiani (19)”. Mi pare una sequenza davvero improbabile di ‘combinazioni’, e – anche lasciando il beneficio del dubbio – da professionista della comunicazione e delle relazioni pubbliche – ha concluso Poma – mi permetto di avanzare dei dubbi sull’opportunità di questi comportamenti. Qui non discutiamo solo di business, ma di salute dei bambini: sulla base di una corretta scala di valori, penso che il denaro debba essere messo in secondo piano in questi casi. Probabilmente però non è così per tutti”.
Ulteriori link e informazioni a sostegno delle affermazioni contenute in questo comunicato stampa:
(7) nota stampa ripresa da www.ilfarmacistaonline.it e da noi ripubblicata all’indirizzo internet: http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__163.pdf
(8) ““Parlando di disturbi del comportamento, e in particolare di sindromi quali ad esempio il deficit di attenzione e iperattività (ADHD), siamo più che altro di fronte ad una “moda” ed a diagnosi inconsistenti e vaghe. Queste diagnosi, così come vengono oggi semplicisticamente perfezionate, non si possono e non si devono fare” (Emilia Costa, Professore Emerito di Psichiatria all’Università di Roma “La Sapienza”, già titolare della 1° Cattedra di Psichiatria e Primario di Psicofarmacologia al Policlinico Umberto I°, autrice di 360 pubblicazioni scientifiche); dichiarazioni di altri esperti sono scaricabili all’indirizzo internet http://www.giulemanidaibambini.org/parereesperti.php
(9) Andrea Cornelli, AD Ketchum Italia, e-mail di contatto in data 16/11/2010 h 18:20 (e-mail successive da novembre 2010 a febbraio 2011, incontro di persona in Milano in data 18/02/2011), email pubblicate all’indirizzo internet http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__162.pdf
(10) da una email di Cornelli a Poma in data 26/02/2011 h 11:46: “(…) ho dato un’occhiata critica al nostro elenco clienti, e sinceramente non mi pare proprio possano derivarne criticità, immaginando una nostra futura collaborazione (…)”
(11) a seguito di questa nostra presa di posizione contro l’introduzione di nuovi psicofarmaci per bambini in Italia, coerente con il nostro manifesto scientifico, le offerte di collaborazione professionale avanzate dall’AD di Ketchum sono semplicemente “evaporate”…
(12) lancio di agenzia ANSA sulle dichiarazioni della SOPSI (Roma, 16/02/2011) circa una presunta sottodiagnosi dell’iperattività infantile (sindrome “ADHD”), da noi ripubblicata all’indirizzo internet: http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__161.pdf
(13) dott. Gabriele Masi, IRCSS “Stella Maris” di Pisa, una delle strutture statisticamente a più alta prescrizione di psicofarmaci per bambini in Italia, email di primo contatto da Masi a Poma il 21/02/2011 h 01:15. Masi era chairman della tavola rotonda n° S40 sull’iperattività infantile dal titolo “ADHD e disturbi pervasivi dello sviluppo” nel Congresso SOPSI tenutosi a Roma al Marriott Park Hotel il 16/02/2011, vedi estratto del programma all’indirizzo internet http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__160.pdf
(14) incontro avvenuto a Milano in data 12/03/2011, dalle h 13:00 circa alle h 18:00 circa
(15) si veda la lista clienti sul sito Ketchum Italia, da noi ripubblicata all’indirizzo internet http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__159.pdf
(16) è la Guanfacina (nome commerciale in USA “Intuniv”®), un anti-ipertensivo di vecchia generazione, introdotto sul mercato nel lontano 1980. Determina una riduzione degli impulsi nervosi del cervello al cuore, alle arterie ed ai reni. Tra gli effetti collaterali troviamo vertigini, impotenza, dolore toracico, mancanza di respiro, eruzioni cutanee, visione offuscata e ingiallimento della pelle o degli occhi (http://www.rss-to-javascript.com/it/author-article/guanfacine-cloridrato-informazione-sui-farmaci/22f5a79d88) nonchè confusione e depressione delle funzioni mentali (http://medicinasalute.com/curare/farmaci/farmaco/guanfacina-tx/). A fronte di questi potenziali rischi, uno studio ha confermato che “la Guanfacina, un farmaco comunemente prescritto per alleviare i sintomi del disturbo da stress post-traumatico, non è più efficace di un placebo” (studio scientifico condotto da ricercatori del Medical Center di San Francisco (http://www.newsmedical.net/news/2006/12/02/37/Italian.aspx). Tuttavia, il marketing fa la sua strada, e sebbene il meccanismo del farmaco non sia completamente noto, si ritiene che esso abbia a che fare con i recettori della corteccia prefrontale, un’area cerebrale studiata nei pazienti con iperattività, e quindi l’idea ora è di utilizzarla sui bambini per rafforzare la memoria, migliorare l’attenzione e la capacità di concentrarsi e migliorare il controllo degli impulsi (http://www.pharmastar.it/index.html?cat=4&id=2447). La Guanfacina è quindi alla Sua terza destinazione d’uso: prima anti-ipertensivo, poi disturbo da stress post-traumatico, ora Sindrome da Deficit di Attenzione nei bambini.
(17) il target possibile secondo le stime SOPSI e SINPIA – le due società scientifiche favorevoli alla somministrazione di psicofarmaci ai bambini per le rettifica delle variazioni di temperamento e la sedazione dei comportamenti anomali – varia da 300.000 a 500.000 bambini vedi le linee guida SINPIA sull’ADHD, pubblicate sul sito SINPIA già nel 2002, e da noi ripubblicate all’indirizzo internet http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__158.pdf
(18) Estratti dal sito della Fondazione “Stella Maris”, da noi ripubblicati all’indirizzo internet http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__157.pdf
(19) conferma fornita verbalmente nel corso dell’incontro Masi/Poma tenutosi a Milano il pomeriggio del 21/02/2011, e ulteriore conferma scritta (email del 24/03/2011, h. 23.51) pervenuta al nostro Comitato da fonti giornalistiche interne al Corriere della Sera (giornalisti professionisti che parteciparono alla conferenza stampa in questione)
FINE DOCUMENTO







